ROUTE DI PASQUA DI SOVIORE 1995


Tema
NEL SACRAMENTO PASQUALE DELLA CONFESSIONE IL PASSATO È OLTREPASSATO

Traccia
"Mediante il sacramento della penitenza, ricevuto di frequente, scoprirete che Gesù ha fiducia in voi e vi ama infinitamente; che il passato può essere oltrepassato, poiché il perdono apre ad un avvenire nuovo. Voi diverrete così sempre più puri e padroni di voi stessi. In un mondo che addita facili piaceri e fallaci illusioni, bisogna saper camminare contro corrente, ispirandosi ai valori morali essenziali, i soli in grado di realizzare una vita armoniosa, prospera e serena."
(Giovanni Paolo II ai partecipanti all'EUROJAM. Roma - Basilica di S. Pietro - 3 agosto 1994).

Brani
Luca 15-19
Catechismo della Chiesa Cattolica pag. 368-386
Enciclica "Dives in misericordia" 1-10


Mercoledì 12/04/1995 23:53
Prato del Santuario di Montenero
Don Sandro, Lancio del tema
Penso che noi tutti abbiamo le carrube del figliol prodigo.
La cosa più importante è se non possiamo in qualche misura riconoscerci in quel figliolo. Mi rifaccio a qualcosa su cui in questo tempo il Papa richiama l'attenzione.
Il Papa ha appena pubblicato un'enciclica sui problemi della vita, e tale enciclica parte dalle considerazioni che il Papa fa sui problemi della vita e sulla mancanza di rispetto propria di questo tempo.
I giornali parlano di "analisi apocalittica" fatta dal Papa, ma non danno la descrizione esatta di quello che fa il Papa, che parla della mancanza di umanità che c'è adesso, e della soppressione di chi è inerme perché troppo piccolo o troppo vecchio, ed i due casi estremi sono aborto ed eutanasia.
Nel corso dei millenni la storia ha sempre registrato fatti delittuosi dell'uomo sull'uomo, ma non era accaduto che aborto ed eutanasia trovassero legalizzazione, aiuto e sovvenzioni pubbliche come adesso sta accadendo non solo in Italia ma in paesi ben più progrediti.
L'uomo sta osando un'opposizione al piano di vita di Dio che, se un Dio esiste, non lo può lasciare indifferente perché contrasta al suo piano di vita.
Direi che ci sono tutti gli estremi per provocare Dio come prima del diluvio dell'Antico Testamento, in cui Dio non vendica ma deve punire; è qualcosa da temere: i nostri contadini, qui, dicono che se non stiamo attenti Dio toglierà il coperchio dei cieli.
Ma sarà il caso di arrivare a qualcosa come il diluvio universale, operazione di sanatura drastica? Non è possibile una forma di autoterapia come quella del figliol prodigo?
Questo ottimismo è qualcosa per cui ciascuno di noi deve farsi il figlio che ha prodigato tutto ed avendo perso ormai tutto torna a casa perché là c'è il Dio della vita, con il suo piano ed il suo dono di vita.
Ma questa non deve essere una forma un po' altera: "io, il puro, il mandato da Dio, pentito per sanare il mondo", deve essere qualcosa di sincero.
Ora ci sono 65 ragazze.
Se dovessimo pensare alle statistiche che ci sono, potremmo pensare che tra 65 ragazze della vostra età potrebbe esserci scappato l'aborto.
Ma non è solo questo.
Ciascuno di noi ha nel passato qualcosa che non vorrebbe ci fosse stato, nel confronto della vita fisica, di tempo sprecato, di distrazioni, qualcosa che forse ci ostiniamo a voler dimenticare perché effettivamente ci dispiace, ma lì c'è, ma che vorremmo dare per non fatto, per non vissuto, ed invece così è stato.
È il problema di qualcosa che vorremmo veramente oltrepassare perché così sparisca.
Quegli anni del figliol prodigo sprecati non tornano indietro, nemmeno Dio può far sì che siano dimenticati, ma questo figliolo avrà pur un segreto per cui il passato possa essere oltrepassato.
Non importa se è il passato di un killer di professione o di un primario di ginecologia che ogni giorno compie ben pagato almeno tre IVG (interruzioni volontarie gravidanza), ben pagato, o se si tratta di un'infermiera-killer che risolve il problema dei posti letto con iniezioni al curaro. Purché prenda coscienza, non importa, perché Dio deve dare la possibilità di oltrepassare.
Ed è per questo che son tutti passati da primari abortisti, da infermiere al curaro, da giovani di scuola che sprecano le loro esistenze buttando via ampio tempo dello studio, se vogliamo oltrepassare abbiamo diritto da un Dio d'amore che c'è, di avere e di sapere come questo passato può essere oltrepassato.
Abbiamo tre giorni davanti, nei quali insieme siamo chiamati a scoprire questa luce, questo filo di speranza, per farlo arrivare al mafioso incallito, al primario ginecologo killer spregevole, all'infermiera al curaro, perché oltrepassiamo noi ed oltrepassino loro.
E renderci conto che questa è l'unica prospettiva, ma è una prospettiva efficace, vera, di offrire al mondo un coperchio perché Dio non mandi giù il diluvio.
Noi e il Papa siamo qui per dire che c'è l'occasione perché avvenga il diluvio, ma non avverrà, perché siamo pronti ad oltrepassare un passato di delitti, di disordini, di piccoli delitti che passano anche dallo studio non fatto, per arrivare alla vita non vissuta, di fragilità nella quale ci lasciamo andare giorno dopo giorno, e potrebbe sfociare nell'infermiera al curaro o nel primario abortista che da giovani erano come noi, ma dopo una vita di vergogna sono arrivati là.
Il segreto di oltrepassare il passato c'è. Noi Cristiani dobbiamo avere questa speranza.
La Pasqua è il momento in cui i nostri padri dall'Egitto hanno oltrepassato un passato di schiavitù, hanno oltrepassato il loro passato.
In questi giorni saremo chiamati al metodo di oltrepassare questo passato, combattendo e condividendo ogni giorno le esperienze di questi giorni.
Non dico di arrivare al nocciolo, ma di sforzarci.
Passo dopo passo avremo la forza di sperare, per noi e per gli altri, di trovare delle strade per coloro che ci sono al mondo.
Siamo qui tutti uniti dalla fede cristiana. Non forziamo questa fede, ma tiriamola fuori al meglio.
E guardiamo a noi come ad una bella famigliola di 160 persone che vivono insieme la Pasqua del Signore, attuiamo il mistero cristiano dei Sacramenti.
Tra questi Sacramenti ce n'è uno che il Papa ha eccezionalmente indicato all'Eurojamboree: nel sacramento della penitenza (la confessione), il passato può essere oltrepassato.
Domani si cercherà di approfondire questo aspetto: è vero o no che nel nostro passato c'è qualcosa di piccolo o di grande che vorremmo fare sparire, qualcosa che per il bene nostro e del mondo ha bisogno di essere oltrepassato? Qualcosa di grande o piccolo c'è. Abbiamo speranza? Vogliamo fare qualcosa?
E domani quando incontrate qualcuno, sappiate incontrarlo con questo ottimismo, con sorriso, e dite: "Buona Pasqua!", poiché Pasqua significa passaggio, anzi, oltrepassaggio, e quindi siate capaci di far vedere che siete qualcosa di meglio dei semplici turisti.
Se turisti in divisa scout siete, non venga nemmeno il sospetto che siete lì a portare dell'inquinamento, come c'è scritto sulla galleria vicino al Santuario. O, se volete, venite ad inquinare col vostro sorriso del sospetto che la nuvola che porterà il mondo ad un secondo diluvio non verrà.
Giovedì 13/04/1995 22:05
Santuario di Soviore
Don Sandro, Omelia
Gesù ha fatto una proposta indirizzata a Pietro, cioè lavargli i piedi. Pietro si rifiuta, e così Gesù lo convince con un piccolo "ricatto", e Pietro accetta.
Lavare i piedi.
Santa Caterina da Siena, patrona delle Scolte, trovandosi a servire gli ulcerosi nell'ospedale di Siena e sentendo ripugnanza per loro, volle dare una lezione terribile a frate asino, cioè la natura umana, e Caterina bevve il contenuto del catino nel quale stava lavando i piedi del malato ulcerato.
Lavare i piedi non è certo un divertimento, però può diventare al limite gratificante.
Il malato di fronte a Caterina sarà stato il più imbarazzato, così come Pietro con Cristo.
Per noi sacerdoti lavare i piedi dello spirito nella confessione, più repellenti dei piedi del corpo, non è un mestiere divertente, però dobbiamo riconoscere che tra noi e chi si confessa quello che soffre di più è il peccatore.
Saperci umiliare di fronte a qualcuno che ci lava i piedi è però una bella cosa in se stessa, perché ci fa passare.
Non so come oggi abbiate riflettuto nelle vostre unità di formazione lo spunto di oggi. Abbiamo tutti un passato, lo vorremmo oltrepassare. Qualcosa che nei tempi antichi ha portato al diluvio.
Cosa che i nostri contadini sintetizzano dicendo che un giorno o l'altro Dio butterà giù il coperchio.
Ma da quando ha fatto l'arcobaleno ha promesso che non avrebbe più fatto diluvi.
Non ci sarà diluvio universale, purché ci impegniamo ad oltrepassare il nostro passato.
Secondo la statistica del professor Tiepoli in 65 ragazze come voi l'aborto potrebbe essere avvenuto, se consideriamo quanti ragazzi come voi hanno preso mediamente una ragazza, davvero allora c'è un passato da oltrepassare.
Speriamo che però per il funzionamento della statistica questo non sia accaduto.
Ma è possibile che non ci sia stato in nessuno di voi un atto di ribellione alle leggi di Dio, un tentativo di calpestare il Progetto che Dio ha su di noi, che passa attraverso gli atti concreti?
Ci sono nel passato da oltrepassare delle situazioni scolastiche che potevano essere regolari, lezioni saltate, esami rinviati, voti non presi, fuori corso non motivati.
E a casa, nei vostri Noviziati, nei vostri Clan e Fuochi, che cosa ci state a fare? Per scalare le montagne oppure per sostenervi l'uno con l'altro?
In quelle unità di Clan in cui c'è l'A.E. che vi conosce bene, lavatevi i piedi a vicenda, e denudate i piedi dello spirito a questo prete.
E il vostro Capo Clan? È solo la vostra agenzia di imprese scout giovanili?
Se fosse solo questo, sarebbe solo un esperto di "turismo scout".
Questa sera si ripeterà in Chiesa un gesto vecchio come la Chiesa: il sacerdote si inchinerà e farà un gesto simbolico di lavaggio dei piedi.
E cerchiamo di forzarlo ad ogni costo: ogni capo laverà i piedi ai propri ragazzi.
Venite qui, capi, ed i vostri ragazzi.
Il lavaggio del piede così è rispettare il servizio del Capo Clan, che giorno dopo giorno dovrebbe a casa vostra aiutarvi a scoprire la sporcizia dello spirito.
E questo gesto è una promessa, la promessa di aiutarvi reciprocamente nella concreta vita comunitaria, in cui c'è un piccolo passato da oltrepassare.
Il primo Soviore c'era un bellissimo gruppo di 72 persone di Treviso. Una di loro scrisse: "e lì, in quell'acqua sporca è affogata la nostra superbia". Che affoghi la superbia è la condizione per fare il resto.
Venerdì 14/04/1995 01:14
Santuario di Soviore
Consiglio Capi
Don Sandro
Mi sembra di sentire da voi che si evidenzi un'esigenza, un problema, poi c'è un secondo filone che evidenzia il passato oltrepassato, superiore allo strumento spicciolo "confessione".
L'interesse diretto del Capo è lo strumento spicciolo della Confessione, grande realtà dimenticata. Però non si può arrivare al discorso della Confessione se non si vuole oltrepassare qualcosa.
Domani, venerdì, alle tre fate qualcosa di diverso dal solito.
Esprimetevi in maniera forte anche attraverso segni e simboli.
Fate passare i ragazzi attraverso delle esperienze.
Dall'esperienza al pensiero, con morale indiretta.
Lo scautismo è intuizione, non deduzione: dai fatti si induce una sensazione che poi si elabora e si trasforma in un'idea ragionata.
E tutti sono tentati di fare Azione Cattolica, cioè grandi discorsi.
E lo sperimentalismo in Branca Rover è molto più difficile che nei Lupetti, perché significa fare arrivare a conclusioni dei Rover senza spiegare le conclusioni.
Venerdì 14/04/1995 10:30
Sagrato di Soviore
Don Sandro, Proposta di deserto
Se una persona normalissima non ammalata di AIDS sputa in faccia ad un'altra, l'offesa è gravissima, ma con una lavata è tolta: il danno è poco.
Se qualcuno a cui è chiesto di non fumare tira la cicca sulla vostra tenda e la buca, l'offesa non è molta, ma il danno sì.
Noi non possiamo fare danno a Dio, ma possiamo offenderlo, per cattiveria e perché ci aggradano altre situazioni e preferiamo un determinato piacere anche se per questo piacere creiamo disordine. Non penso che chi si droga lo faccia per offendere Dio, lo fanno per cercare piacere, ma così facendo creano disordini in un piano previsto da Dio su di noi.
È una semplice ricerca di comodo, ma così si disturba il piano di chi ci ha creato.
E così ci sono due debiti: il debito di danno e il debito di offesa.
Noi dunque parliamo di persone.
Ma se noi sputiamo in faccia a nostro padre o ad un'autorità, può punirci per rabbia e per vendetta.
Oppure può trovare una punizione che cerchi di riconciliarci.
Ma se da parte nostra non c'è volontà di fare amicizia, che senso ha voler perdonare chi ci sta contro?
E nemmeno Dio vuole perdonare chi continua a volerlo odiare e stargli contro.
E Dio è un tale padre che basta la nostra disposizione, che ci perdona.
Però c'è un'altra cosa: se abbiamo creato un guasto, il guasto va riparato. Torniamo amici come prima, ma il guasto alla fine va riparato.
Questo stesso disagio che si ha nel male fatto è una spinta a non guastare più.
Purtroppo a volte il guasto è irreparabile, e uno se lo porta dietro per tutta la vita.
Chi non ha la nostra stessa fede si trova in un vicolo cieco, perché non sa dove questa croce che si è trascinato lo possa portare con un barlume di speranza.
Pensiamo ai danni che facciamo noi uomini quando riproduciamo l'atteggiamento della torre di Babele. L'episodio biblico non è probabilmente come la Bibbia lo racconta. Gli uomini avevano voluto sfidare la legge di Dio. Anche il movimento verde, al di là del movimento in sé, indica che ci stiamo allontanando dalla legge del Signore.
Basta un terremoto perché le favolose costruzioni dell'uomo in Giappone o a San Francisco vengano distrutte. Noi ci ostiniamo a voler ricostruire San Francisco, ma alla fine avremmo un disastro.
Se Dio aveva posto lì un ordine di natura, dobbiamo stare attenti, perché il dramma di un disastro può essere irrimediabile.
Veniamo alla nostra situazione concreta.
I danni fatti nel nostro passato possono essere in parte rimediabili e in parte no.
Nelle cose c'è sempre un certo aspetto di irrimediabilità, di fronte al quale dobbiamo metterci con pazienza, Dio non centra: il tempo perduto non torna più.
Non è vero che chi sbaglia impara: chi sbaglia sbaglia. Poi possiamo trarre insegnamenti dai nostri errori, eccetera, ma non troviamo scuse dal proverbio che chi sbaglia impara.
Questo nostro mondo è un mondo dove si ruba, si ammazza, nella ex Jugoslavia succede quel che succede. Ma non perché Dio l'ha voluto.
Dio ha voluto lo spostamento dei continenti ed i terremoti. Siamo noi stupidi che, sapendo dove verranno, costruiamo lo stesso.
Non è vero che in Bosnia ci sia una situazione tale per cui sia impossibile oltrepassarla: ci ricorderemo per sempre di questo accaduto, ma vogliamo ripartire in una direzione nuova, altrimenti siamo sciocchi.
E perdiamo anni preziosi della vita proprio negli anni in cui abbiamo più energie.
Lasciamoci alle spalle questo disordine, oltrepassiamo questa situazione.
Potremmo anche dire che non ce la facciamo.
Il Signore ci viene incontro.
Non come papà e mamma, con i consigli, viene dal di dentro, con una forza infinita e misteriosa, che è nei Sacramenti: sette strumenti che Gesù ha insegnato a mettere nelle nostre mani.
Uno di questi Sacramenti è il Sacramento della Penitenza o Riconciliazione, detto anche Confessione, su cui ci fermeremo in questi giorni.
Ma perché andare a confessarsi?
Non c'è confessione che possa supplire il vostro parlare con Dio e chiedere perdono.
Ma se non interviene Dio con un mezzo diverso, non riusciamo ad avere un mezzo per la ricostruzione.
Poteva trovare mille mezzi.
A quanto dice il Vangelo, il mezzo si riferisce alla cena di Pasqua, quando Gesù appare ai Dodici e dona loro lo spirito Santo, dicendo che coloro cui sarebbero stati rimessi i peccati da loro, sarebbero stati rimessi, eccetera.
Potremmo non essere soddisfatti che Lui abbia impiantato lo strumento in questi Dodici.
Come le cellule, il tessuto mistico e spirituale [materiale], si comunicano gli alimenti e le tossine.
Se pecchiamo, ci carichiamo di veleni, e li comunichiamo agli altri.
Se divento santo, il merito è mio, e quella grazia preme anche sugli altri, non passa loro, ma preme sugli altri.
Quando si dice che le monache di clausura con la loro preghiera aiutano il peccatore, non significa che passano la santità, ma che con la loro santità premono sugli altri.
Ogni nostro peccato è nostro, ma col nostro peccato andiamo a toccare anche la realtà corrente.
Chi per un disordine personale va a cercarsi l'AIDS, la passa anche alla famiglia, agli amici, a chi dovrà pagare le spese assistenziali. E questi sono gli aspetti più microscopici.
Se ci chiudessimo in una cassaforte per bestemmiare dove nessuno ci sente, ci carichiamo di veleno che colpisce tutto il mondo. Le nostre azioni hanno sempre una realtà sociale.
Nei primi anni della Chiesa quasi non esisteva la confessione: chi aveva commesso peccati di una certa gravità, tipo l'adulterio (che allora sembrava grave, oggi sembra di no), non veniva ascoltato dall'orecchio del confessore: doveva stare per quaranta o più giorni, fino a Pasqua, davanti alla porta della Chiesa, e chiedere preghiere a chi entrava, e poi il Venerdì Santo, con corda al collo e sacco addosso, chiedeva pubblicamente scusa.
La Chiesa ha eliminato tutto questo, ma c'è un rappresentante, a cui si va a sottoporre il danno fatto alla Comunità Cristiana.
Questo suppone ed esige anche quel dialogo personale con Dio, che però non è sufficiente. E Gesù non rimette, perché ha detto che per rimettere i peccati da lì bisogna passare.
Poi c'è un altro aspetto.
Non so se siete così tranquilli dopo avere peccato, ed il Signore ha messo apposta un Prete che garantisca con un sacramento che il peccato sia rimesso. Cosa che noi da soli non saremmo in grado di fare.
Poi c'è la difficoltà di fare il sacramento, che è come la lavanda dei piedi: la difficoltà di levarsi le scarpe di fronte al confessore.
Può essere possibile che sia difficile trovare il confessore giusto.
Però penso che con la costanza e la pazienza di cercare, prima o poi il confessore giusto lo troviate.
Intavolare un rapporto di vita, di crescita, di ricostruzione, soprattutto per le cose che si ripetono, per i piccoli vizi cui siamo legati e che è difficile togliere, per questo è difficile trovare il prete giusto, quello che ci aiuti in questa ricostruzione.
È come se fosse il medico di famiglia, che ci conosce, ci ascolta, e che, giorno dopo giorno, scherza e cresce con noi.
So che c'è qualcuno che viene a Soviore per confessarsi. Che non sia una volta all'anno.
Nell'ambito della Diocesi, cercare al meglio, e fare del proprio Prete Confessore il garante costante dell'assistenza di Dio, e farne un compagno di strada, di vita.
Arriverà sempre il momento in cui diventerete migliori del vostro confessore. I Santi se avessero dovuto cercare un confessore più santo, non si sarebbero più confessati.
È anche per il Prete dunque che avviene una crescita: vivere insieme al Birta, il nostro Capo Campo, in un ambiente difficile come il collegio militare, non so quanto sia stato difficile, ma ci ha fatto crescere, ci ha fatto fare strada cristiana insieme. Abbiamo fatto strada l'uno con l'altro, con pazienza, ma come colui che sa di essere malato continua cercare il medico oppure il dottore giusto, fino a che trova quello giusto, anche noi.
In questo campo ci sono sei preti.
Guardateci in faccia e poi provate.
Però dovete arrivare da buoni consumatori, con idee chiare su quello che volete comprare. E se il confessore sembra non attento, siate dei consumatori esigenti: accodatevi e stressate per avere dei momenti tranquilli. Fa bene anche al prete, è una sveglia per lui.
C'è un certo capo qui presente che ha un confessore stabile, ed ha appuntamenti fissi con lui.
A volte può essere facile mettersi a discutere con il confessore per ore e ore. Siate voi a sapere cosa volete: i preti non sono macchinette che devono sputare la soluzione [o l'assoluzione?].
A volte i penitenti sono insofferenti se viene chiesto un bilancio della vita, questo vuol dire che non sono dei buoni consumatori.
Una delle cose più micidiali per il prete è poi l'atteggiamento di falso penitente: vorremmo che il prete ci desse ragione.
A volte vorremmo l'autorizzazione del confessore a continuare i nostri peccati. È micidiale l'atteggiamento di chi viene lì e cerca dal confessore una scusa per restarsene nel proprio letame.
In età giovanile in termini di libertà sessuale, in età più matura in termini di libertà monetaria (di tasse).
È indispensabile per ogni sorta di persona la presa di coscienza del valore, e quindi essere disposti ad assumerci anche la lezione.
Domattina dovremo tornare su tanti aspetti più concreti.
Quello che è male, disordine, lo troviamo nella Legge di Dio attraverso la rivelazione che scopre che in Cristo ed anche nei profeti Dio si è rivelato.
La società che abbiamo con le sue leggi e i suoi costumi purtroppo può far pensare che quel che è bene è male e viceversa. Cerchiamo di scoprire cosa è bene e cosa è male, facendo regnare il nostro cervello secondo l'ordine che Dio ci ha costruito.
Oggi è Venerdì Santo. Liturgia non sono le scenette che si fanno in chiesa. Concentrarsi di più sulla Passione del Signore è un passo indispensabile per poter gustare di più la Resurrezione.
Alle tre del pomeriggio, concentratevi un po' e fate uno stacco.
Per tutta la giornata vi proponiamo il digiuno volontario, così: avete bisogno di calorie perché siete giovani. Cercate di campare tutto il giorno a pane ed acqua.
Oltre che nei cibi, mettetevi a pane ed acqua anche in altre cose.
E per quanto vi riguarda, che il Signore sia con voi.
Venerdì 14/04/1995 11:33
Hike - Ex monastero con ulivi
Brainstorming
- La bionda in seconda fila. Mi ha colpito.
- Vorrei più fraternità.
- Confessione: noi consumatori dobbiamo chiedere partecipi e non subire.
- Ricalcato molto il tema dell'oltrepassare, che sembrerebbe poco importante ed invece avrà una sua grossa centralità.
- Mi ha colpito come Don Sandro concepisce in modo rigido il peccato (da noi i sacerdoti sminuiscono), sbagliando si sbaglia. Non bisogna consolarsi ma rimboccarsi le maniche e fare del proprio meglio per cambiare.
- Grande tempo in Chiesa a cantare e pregare. Servirà, ma non si è abituati.
- Route è strada, ma soprattutto è incontro. Anche con gli altri scout.
- Non bisogna ricadere negli stessi errori dopo la confessione.
- Le tende: dove sono le ragazze è più comodo.
- Importanza di un confessore fisso.
- Aborto - eutanasia: fuori dal discorso, enciclica del Papa = ripasso della parabola del figliol prodigo. Dobbiamo cercare di portare a noi ed alla nostra realtà il contenuto dell'enciclica.
- Statistica forzata, calata dall'alto, sembra che queste dieci ragazze si dovessero sollevare: perché infierire?
- Ed una ragazza violentata? Come potrebbe non ricordarsi del violentatore?
- Ed un bambino handicappato o malforme?
- È chiaro che il problema riguarda le due persone. Entrambe le parti devono avere diritto di scegliere e pensare alla sorte del nascituro. È proprio dicendo "diritto della donna di scegliere" che il discorso non va bene: devono essere in due. È automatico vedere due parti.
- Eutanasia. Interrompere la vita di una persona destinata a morire. Come un cavallo che va abbattuto.
- In molti casi si tratta di riparare l'offesa se non il danno. Il sacramento della confessione si vede in questo senso. Noi ci confessiamo perché col ragionamento abbiamo pensato che dobbiamo riparare qualcosa di non materiale, e se non siamo pentiti, che senso ha il rito in se? Ho riparato l'offesa, ma è come un cadavere, la colpa rimane.
- Per me uno dopo la confessione si dovrebbe sentire più vicino a Dio. Tramite la confessione togliamo la distanza messa fra noi e lui.
- Uno può sentirsi sollevato anche quando veramente si pente, e la confessione può sembrare un'ufficializzazione, che allora messa così perde il suo significato vero. (Non c'è bisogno di intermediari per ufficializzare qualcosa di fronte a Dio).
- Se uno si pente veramente cerca automaticamente di riparare al danno che ha fatto.
- Non confessandosi non c'è riparazione.
- Pasqua e Confessione. Pasqua è festa della resurrezione, vita nuova, rinascita, spunto per un cammino cristiano da ripercorrere. Può essere anche vista come un fatto di provocazione (Pasqua, primavera), festa della vita nuova.
- Non dovrebbe nemmeno essere presa come una festa la Pasqua: sarà anche la Resurrezione, ma c'è anche la morte.
- La morte è prima, la Pasqua è la resurrezione.
- La Pasqua è una festa per farci diventare più coscienti, per ricordare che Cristo è morto per noi, per ringraziarlo che lo si è inchiodato e per rimediare allo sbaglio. Però per gli sbagli a cui non possiamo provvedere dovremmo pensarci prima.
Venerdì 14/04/1995 14:00
Tra gli ulivi
Deserto
- Tante cose sono più belle di quelle appariscenti, oppure sono meno in vista, e ci sfuggono.
- In natura nessuno pianta gli alberi, è l'uomo a farlo.
- Peccato non ci sia il sole, pazienza…
- Anche un tronchetto vivo attaccato ad una pianta sta figliando. Nuovi rami, nuove foglie.
- E ieri sera nel bosco con le torce, una pianta mostrava la gioia della sua fioritura.
- L'edera intorno all'ulivo.
- Massimo di Melegnano che passa infreddolito.
- Cip cip. Beati quelli che la mattina li sentono.
- Uffa alla strada anche qui.
- Pacchetto di sigarette tra le foglie.
- Tra i tronchetti minuscoli indiani tendono agguati a minuscoli cow-boy.
- Gli ulivi in cerchio danzano con le braccia rivolte al cielo.
- La campana di Soviore suona la mezza.
- Fiori blu nell'erba.
- Sono gelato. Anche stanotte si gelava. Brr… Non corro il rischio di scadere…
- Sono quasi le tre ed ho tutto quello che posso chiedere: fame, freddo, sonno (ed un po' di male ai piedi). Però sto proprio bene.
- E dietro il muro… il mare!
Venerdì 14/04/1995 - dopo le 15:00
Ex monastero con ulivi
Conclusione
"Mi sembra che Gesù in fondo non facesse troppa fatica, tanto era figlio di Dio. Però ho pensato che anche noi siamo figli di Dio, e quindi sarebbe stato facile anche per noi…"
Venerdì 14/04/1995 19:16
Santuario di Soviore
Don Sandro, Omelia
Il colore del sangue ricopre quest'oggi noi sacerdoti. E Gesù ha dato del sangue, non metaforicamente, davvero.
Quale sangue e quanto sangue! Il sangue di Gesù innocente figlio di Dio.
Con quel sangue siamo stati ricomprati.
Dio non è uno sprecone.
Se quel sangue ha voluto, quel sangue ci voleva.
Il nostro passato, dalle bugie alle ecatombi belliche costa il sangue innocente di Gesù, figlio di Dio.
Il prezzo per oltrepassarlo è questo.
Ma quanto sangue.
Le gocce della circoncisione da piccolo, le sbucciatore di Gesù piccolo sarebbero già abbastanza.
Ma il sangue di una morte cruenta!
La riflessione di Isaia è veramente in questa direzione.
I nostri sgarbi, mancanze di affetto, infedeltà, bugie, tempo dello studio perduto, il programma preparato per noi costa del sangue. Su, su, fino ai vari delitti, fino al più abominevole, quello della soppressione della vita innocente, che è abominevole nella natura delle cose, nel piano di Dio creatore, non necessariamente di una fede cristiana.
Ogni volta che vi presentate davanti a me venite a chiedermi un sorso di quel sangue che ci riscatta, ci compra.
Oggi da un sacerdote voi avete chiesto una buona parola, un sollievo, anche queste cose. Fondamentalmente siete andati a chiedere una boccata del sangue di Cristo, che paghi la nostra ripresa, affinché possiamo ripartire. E non ci venga la tentazione di rispondere: "ma come la fai grossa".
I disastri del mondo, il piano di Dio mandato in frantumi, il progetto che aveva affinché migliaia di uomini vivessero nella storia, sono frantumi terribili: chi può mettere insieme questi cocci?
La voce del Papa in questi giorni ci ha descritto i cocci spaventosi in cui il mondo si trova.
Con raffinatezza i nemici della fede cristiana hanno tentato di sgonfiare il discorso, dicendo che il Papa le ha sparate grosse.
È probabile invece che il Papa non sia riuscito ad esprimere in maniera sufficiente il disastro.
Se delle tredici immagini della Vergine Santissima che si dice lacrimassero sangue una sola (con licenza dei magistrati) avesse stillato una sola goccia di sangue, se fosse per caso vero, ed io sono scettico per queste manifestazioni, se una sola, come pare fosse vera nel 1953, fosse vera, non ha riso, ha pianto.
Non ha pianto acqua, non ha pianto lacrime. Se per caso è vero, ha pianto sangue.
Che dite quando in una casa la mamma non parla più, smette di ridere, piange, e se fosse possibile piangerebbe sangue? Che dire? Il papà, che sarebbe il Papa, dice che le cose vanno male. Lasciamo stare la notizia puramente giornalistica e facciamo alcune riflessioni.
Va bene questo nostro mondo, questo nostro occidente che cerca di gestire gli uomini attraverso l'economia?
Se non fossimo cristiani ci sarebbe da promuovere un suicidio di massa.
Ma cristiani siamo, e ora abbiamo detto che lo sterminio del diluvio non ci sarà.
Bisogna ricominciare.
Non ci facciamo illusioni. Alla fine del mondo, quando il Figlio dell'uomo tornerà sulla terra non troverà molta fede, ma troverà della fede.
Facciamo in modo di essere noi a trasmettere questa fiaccola. Prendiamo coraggio, inginocchiamoci davanti ad un prete e chiediamo forza.
Anche per questo c'è speranza.
Venerdì 14/04/1995 21:37
Sagrato del Santuario di Soviore
Don Sandro, Lancio finale
In tutte le cose c'è il momento in cui bisogna guardare concretamente. Anche un ragazzo ed una ragazza dopo un po' decidono se si vogliono bene o no.
Abbiamo poco tempo a Soviore.
Di stimoli ne abbiamo avuti tanti. Ed allora vi invito a restare da soli con il vostro Signore Gesù. Quello che avete adorato ed a cui avete baciato i piedi.
E mettete in parole precise quello che pensate ed intendete.
Chissà da quando state girando intorno al Signore, con una lenta marcia di avvicinamento al nocciolo del problema, che sono anche i giorni del passato che va oltrepassato.
Questa sera, sera del Venerdì, state qui, andate nel bosco, oppure lungo la strada, in modo da essere soli e sole, voi e il vostro Gesù.
Lo sguardo del Signore può essere sferzante, perché al migliore degli amici possiamo raccontare frottole, a lui no, perché conosce il nostro passato e sa cosa va oltrepassato.
Una volta si chiamava veglia alle stelle. L'importante è che restiate da soli.
Portate il taccuino per fissare in maniera non labile come nel cervello i vostri pensieri, mettendoli giù ben precisi e fissandoli.
Questo guardarsi negli occhi non sentimentale va fatto con intelligenza con Gesù, mettetelo per iscritto.
Il taccuino è vostro.
Parole sincere, sentite, schiette, che mettono cose che diciamo soltanto con Gesù, da soli.
Se volete, al termine potete ripassare in Chiesa.
Se volete materializzare l'immagine del Nostro Signore, andate da lui a coccolarlo, e secondo l'usanza bella che ultimamente si afferma, c'è un cestino.
Scrivete qualcosa di concreto e lasciate lì.
Rendete meno brusca la conclusione, la gioia o la rabbia di rimanere qualche tempo soli con lui, che tutto manda e tutto capisce e che vuole aiutarci a passare il nostro passato.
Non concludiamo con l'esame di coscienza, la sera è lunga quanto volete.
E cercate di arrivare alle tende in silenzio, perché il silenzio non si guasta solo chiacchierando, ma anche con i piccoli rumori.
Coraggio, partite.
Venerdì 14/04/1995 21:51
Santuario di Soviore
Consiglio Capi
- Non so qual è il senso del peccato perché non mi sembra neanche di parlare. Confessare non è solo discorso di dire i peccati, ma di capire quello che è giusto o meno. Da qui siamo passati al discorso della preghiera. Importanza di continuare una costruzione personale, perché c'è la tendenza, dopo la Partenza, a rilassarsi sugli allori.
- Abbiamo trovato la neve ed è stato avventuroso. Discorso della confessione che preferirebbero come un puro dialogo con un sacerdote che è un amico. Avvisaglia (pericolosa) di una costruzione di una fede propria, giovanile.
- Anche noi la neve. Non abbiamo trovato spiritualità subito, ma poi ci siamo arrangiate. All'inizio parlavamo dei problemi che ci sono nell'affrontare i propri peccati per poterli oltrepassare. La cosa più grossa è che vedono bianco o nero, e quindi sono pessimisti verso la realtà. Per la confessione, hanno esperienze diversissime: c'è chi la vede tragica, e c'è chi non crea le basi.
- Paura di esporsi al sacerdote: vedono prima la persona e non Dio. Confessarsi vuol dire per loro assumersi delle responsabilità. Per qualcuno la confessione resta un momento privilegiato per colloquiare od incontrarsi con Dio.
- Non abbiamo trovato posto ed abbiamo fatto un capitolo in cui hanno parlato tantissimo. Confessione come crescita complessiva, difficoltà a trovare un confessore ideale. Relazione tra comunione e confessione.
- Giornata buona, con tanti stimoli per farle esprimere. Attività a tappe, con pausa fra una tappa e l'altra. Riflessione sulla confessione. "Sbaglio": dilemma sul lancio.
- "Il cervello gode dell'ordine di Dio, e lo scopriamo attraverso la Parola di Cristo, la Chiesa ed il suo Magistero". "Lo ami? Ma quanto lo ami?": sei un Capo Scout Trapper oppure sei un testimone, un evangelizzatore? Ci siamo inginocchiati nel bosco, abbiamo letto il Vangelo di Giovanni e poi abbiamo recitato il rosario. E l'ultimo pezzo l'abbiamo fatto scalzi.
- Molto più tranquilli di ieri. Hike a coppie. Conviene tenersi a fianco Dio. Chi si confessa più spesso si comporta in confessione non come lista della spesa. Cercare due oggetti: uno che esprimesse il loro rapporto con Dio, ed uno la riconciliazione.
- Anche noi neve. Il Signore ci ha dato uno strumento valido. Non mi sembra che per Lui faccia grande differenza. Boh… Hanno detto che la base della Chiesa è ok. Però sta al ragazzo decidere se seguirla o no.
- Durante il capitolo pioveva e faceva freddo, quindi la discussione si è arenata. I forti dubbi di ieri sono spariti: Don Sandro è stato chiaro. Ma questo mi ha preoccupato: 40 minuti erano troppo pochi per cambiarli da così a cosà. Sulla confessione ci sono ancora zone un po' strane. Una proposta forte come questa Route fa bene a loro.
- Giornata intensa e redditizia. Siamo partiti senza meta, per lasciarci guidare dalle mani del Signore, ed effettivamente così è accaduto. Aiutando dei contadini, ci hanno indicato una chiesetta diroccata con un portico ove abbiamo fatto il fuoco. I problemi usciti ieri sono stati centrati nella giornata di oggi grazie al lancio. Da lì siamo tornati sui nostri passi leggendo il Vangelo di Luca, e quando eravamo fermi cantavamo. Ed alla morte di Gesù ci siamo trovati su un monte che sembrava il Golgota. Molti ragazzi si sono definiti non cristiani né cattolici ma in ricerca.
Don Sandro
Non so se avete notato l'aspetto e l'importanza dell'aspetto "impresa" nei nostri ragazzi. È essenziale nel nostro scautismo che ci siano sempre tre componenti: fantastica, ludica ed impresa.
Sono presenti, anche se diversamente accentuate e presenti percentualmente, dalla Promessa Lupetto alla Partenza.
Aspetto fantastico: pensare, costruire, andare fuori misura, inventare, sognare. L'uomo che non ce l'ha, per vecchio che sia, ha finito di vivere.
In Branco, Reparto, Clan bisogna riportare questo gusto.
Aspetto ludico: riscoprire l'aspetto divertente. Divertirsi anche con le Co.Ca.. Lo Scout trova il modo di divertirsi con tutto. Particolarmente negli E/G l'ambientazione degli Esploratori è quella dell'avventura. Lo Scout è esploratore sempre. Esplorare significa andare a caccia di ignoto. Questo anche in età di Clan. I nostri omerali in età di Noviziato sono grigi, cioè del colore della ricerca (né bianco né nero), e medesimo è l'atteggiamento della verità.
Il mio credo nei confronti della verità è questo: nella mia vita non c'è mai nulla che non conosco che mi lascia indifferente: o riesco con ragione matematica a demolirla oppure non ho pace finché non l'ho coniugata con le mie idee oppure sostituita con un'altra alla cui luce questa risulti sbagliata.
Anche allo Scout bisogna proporre questo: nulla di quanto proposto di nuovo deve lasciarmi indifferente, altrimenti siamo finiti.
Ovviamente non abbandono una barcaccia per una trave in mare, finché non trovo un'idea migliore resto sulla mia.
Impresa: essere capaci di imprendersi. Cos'è un imprenditore? Dobbiamo imbarcare i nostri Rover in imprese un poco più grandi di loro. Se offriamo loro poco, sbagliamo in partenza. Anche il servizio extraassociativo non deve essere un lancio di fumo. È la componente impresa: chi avrebbe mai detto che si sarebbero messi a ridere camminando scalzi sui sassolini! E questo è l'elemento totalizzante del periodo Rover dello Scautismo, e dà all'uomo scout la sua dimensione di uomo scout.
Dà il gusto di essere quelli che non fanno qualcosa perché tanto avanzano energie.
Il Capo Scout non fa volontariato.
Far volontariato significa occupare lodevolmente e dignitosamente il tempo libero.
Il nostro servizio consiste nell'impegnare non il tempo libero, ma il tempo necessario.
Tra volontariato e Servizio Scout c'è questa discriminante: nel primo si butta il tempo libero, il secondo è al di sopra quanto il cielo sulla terra.
Un uomo da buttare nella pattumiera è quello che butta via il suo tempo libero. Un uomo apprezzabile dedica il suo tempo libero al povero. Un uomo che dà il suo pane ai ragazzi è lo Scout. E trova il modo di farne avanzare per sé.
Quest'anno state riuscendo a far vivere l'impresa ai ragazzi.
Ed in revisione della Route chiedetevi se vi siete programmati un'impresa.
Quando programmate Scout qualcosa, attività, contingenti o qualcos'altro, abbiate questa prospettiva in età Rover.
Beninteso, che non manchino mai l'aspetto di fantasia e l'aspetto ludico. L'avventura, l'aspetto ignoto, ed il misurarsi con qualcosa che non si riteneva possibile.
Che è l'impresa.

Invitate domani i ragazzi a fare qualche domanda. Ricordate loro le guide alla confessione di Lourdes, spiegando cosa sono.
Sabato 15/04/1995 10:00
Scale di Soviore
Don Sandro, Lancio
Breve storia del Santuario.
In epoca romana in questa zona passava una strada romana, probabilmente una sottostrada rispetto all'Aurelia, che serviva le località della Riviera.
Lungo questa strada ci saranno stati ricoveri per i viandanti e stazioni di posta per i cavalli.
Le comunità Cristiane poi cercavano di tenere un Ospitale per i pellegrini. Ognuna delle Comunità Cristiane del mare aveva il suo Ospitale: Deiva, Pieve di Framura, la Chiesa diroccata lì sotto ed i 5 santuari delle 5 terre.
Dell'Ospitale che c'era qui c'è traccia fino al 1500 (poco fa), quando Vescovi ed amministratori paesani danno le direttive e l'ok.
L'amministrazione di Soviore gestisce 3 di queste case: qui, giù e vicino al porto di Padivarma.
Probabilmente la strada passava di qui e proseguiva verso il pontremolese, la Cisa.
La gente qui trovava un tetto, cibo e posto per pregare.
Abbiamo trovato uno scavo, il pavimento di una piccola chiesa coassiale a quella di adesso, secondo l'uso antichissimo di ricostruire sopra.
Era una chiesa poverissima in terra battuta, era l'oratorio di questo centro ospitaliero.
Dove adesso c'è la chiesa, davanti c'era la casa, e la gente trovava subito questo Ospitale e l'Oratorio.
Gli Oratori, come la chiesa, erano dedicati ai Santi più antichi (Maria, S. Pietro, S. Lorenzo, S. Giovanni Battista, …). Qui era dedicato alla Vergine Maria, e la festa antichissima era quella della sua ascensione al cielo il 15 agosto. E questa tradizione continua anche adesso, a ferragosto passano centinaia di persone.
Il nodo stradale allora era importante, la gente passava e ci si affezionava. Quando ero seminarista 37 anni fa, ero della zona e la gente veniva a piedi camminando 2 giorni e fermandosi in rifugi noti, e dormivano in chiesa la notte del 15 agosto.
Questo Santuario ha avuto più espansione perché oltre alla strada litoranea c'era la strada della Cisa. Poi, 100-200 anni fa hanno trovato dove c'è la chiesa, grazie ad una colomba che si tuffava per terra, che c'era l'immagine della Madonna scolpita con legno di fico del 300-400 d.C., seppellita per salvarla da Re Rotari. Questa pietà è stata studiata da ricercatori di Ratisbona ed è un'immagine di artista svevo tra il 1290 ed il 1300. Prima non è possibile, perché prima del 1100 non si immagina neppure il Cristo morto, e prima del 1200 non lo si pone in braccio a sua madre.
Quindi quest'immagine non è stata sotterrata ai tempi di Rotari. Probabilmente in questo piccolo oratorio quando avevano un po' di soldi hanno raso al suolo la vecchia chiesa ed hanno ricostruito questa nel 1300. Volevano una bella immagine e l'hanno commissionata o se la sono fatta portare. In Italia ce ne sono molte di opere del genere, e scendevano dal passo del Brennero. Questa è la più a Sud, la più vicina a qui è a Bologna, ed è gemella di questa.
Il Santuario nasce quindi per un fatto di ospitalità e carità cristiana.
Che poi lungo i secoli si vanti di qualche grazia o miracolo, lo mettiamo in conto.
Veniamo al tema del Campo.
Ieri vi ho provocato, dicendovi di cercare un sacerdote stabile, fatto sulla vostra misura. Non riducete però la vostra confessione ad un fatto umano, terra a terra.
Il Sacramento della Confessione è innanzitutto un Sacramento. La cosa più importante è che c'è un Sacramento, cioè una garanzia di Dio che opera il suo perdono.
Se il Signore ha voluto creare un processo di assimilazione per Lui, ha voluto offrirci un sacramento a dimensione umana, e ce lo offre nel dialogo sulla Chiesa e sul suo ministro.
Così come quello che conta nella Comunione è mangiare nel Sacramento il Corpo ed il Sangue di Cristo, e non il sapore del pane e del vino: allo stesso modo nella Confessione indipendentemente dal prete di fronte a voi c'è un Sacramento, c'è un Gesù misericordioso che ci perdona di fronte al Padre.
Dio però ci dà la possibilità di fare questo a livello umano. Trovate dunque il prete, ma non diventate poi incapaci di riconoscere il Sacramento che c'è dietro.
Abbiamo fatto certe considerazioni in sintonia col Papa su problemi gravi in questo momento: il rispetto della vita soprattutto dove è più inerme e indifesa, cioè aborto ed eutanasia.
Può insorgere un'obiezione: ma la Chiesa perché vuole intervenire in un contesto sociale e legale ed imporre soluzioni che riguardano solo la coscienza personale religiosa?
Anche il furto e l'omicidio dono problemi di coscienza. Allora perché c'è una legge per questi omicidi?
Al mondo siamo così farisei che vogliamo una legge che punisca gli aspetti di coscienza che ci fanno comodo. Altri problemi, come l'aborto, che disturbano i feti ma non noi…
Sotto sotto ci può essere anche un'ipocrisia di questo genere. A che titolo noi Cristiani invochiamo una legge che proibisca il furto?
Il furto è un problema di coscienza.
Ma è anche un problema sociale, di difesa.
I cittadini catalogati come feti non devono essere difesi? Sono di serie B solo perché non li abbiamo sentiti sorridere?
La Chiesa vuole imporre, ecc… La Chiesa ha risolto il problema per cui a Sparta i bambini deformi venivano buttati giù dalla rupe Tarpea.
La Comunità Cristiana ha fatto capire come tutto questo fosse non anticristiano, ma antiumano.
Certe forme di commercio umano come la schiavitù, accettato dall'Egitto all'America, chi ha fatto capire che fossero antiumane? Il diritto di vita del padrone sullo schiavo: chi ha fatto capire che era antiumano?
La coscienza Cristiana.
La stessa coscienza che il Papa vuole si risvegli in difesa della vita.
Anche i pagani, nel giuramento di Ippocrate, giurano di non fare abortire una donna.
Poi in un'epoca cristiana ed in una zona cristiana, c'è stata una perdita di coscienza umana e si è arrivati a questo.
E lo stesso discorso vale per l'eutanasia, e per la selezione della razza.
D. E per una donna violentata oppure in attesa di un figlio con gravi tare?
Madri violentate, bimbi deformi. Sparta e Hitler avevano risolto tutto. Hitler aveva sterilizzato quelli con tare ed aveva fatto dei campi di riproduzione e selezionava la razza.
Ed una donna violentata. Dei tre, chi ha più colpa? Il bambino?
Se vi trovate per casa un vecchio deforme in barella, il primo modo per risolvere il problema è proprio uccidere il vecchio. Cercate assistenza, lo stato, ma non fate così.
La povera donna violentata si trova ad ospitare un essere umano.
Qui sta il problema.
Quello è un essere umano. E non lo dice la Chiesa, i biologi. La Chiesa diceva fino a qualche secolo fa che un essere umano non era tale fino al terzo mese. Adesso ci si attiene al biologo, che dice che dall'istante del concepimento è un essere umano. E non va ucciso.
Che deve fare questa donna? Mobilitarci per una legislazione che impedisca di buttare in pattumiera una vita.
E gli uomini, bestioni, sono loro il problema. E violentatori non si nasce, di diventa. C'è un problema di autoeducazione e di crescita della propria volontà e della propria sessualità.
Nessuno di noi è violentatore, ma non lo era nemmeno quello là, fino al momento della violenza.
Come lo sono diventati?
Non si sono istruiti. Per diventare uomini ci vuole una bella educazione, e la prima educatrice dell'uomo è la donna, non solo la mamma e la maestra.
Tutte voi siete coscienti fin troppo di come educare l'uomo.
Vedendo tante ragazzine con certi atteggiamenti, viene da chiedersi ad un maschilista: che vogliono queste? La mamma dell'uomo, non è banale, ma è la donna. Non solo la donna che lo partorisce.
Voi, che non siete più bambine, lo fate nel vostro modo di essere e parlare e fare, e anche se non lo sapete, siete le educatrici di questi che dovrebbero diventare maschi. Femmine si nasce, maschi si diventa, e poche volte nella maniera giusta.
Nessun violentatore nasce violentatore, il triste è che alla fine la va a pagare quel piccolo innocente che i biologi dicono essere già un uomo. E che finisce nella pattumiera.
La cosa sommamente iniqua sarebbe che per evitare l'abominevole delitto si metta di mezzo una povera donna violentata. A questo punto salta fuori il problema della solidarietà nell'ambito della società.
D. Che rapporto c'è fra Comunione e Confessione?
La Comunione è il Sacramento dei vivi. Però ci deve trovare vivi della vita della grazia: non si può mangiare chi è morto. Quando la grazia di Dio ci manca, prima di mangiare il corpo ed il sangue del Signore bisogna mettersi nella sua grazia.
Quando sappiamo di avere commesso un peccato così grande, mortale, siamo tenuti a confessarci prima della Comunione. Ma può essere opportuno confessarsi anche prima della Comunione oppure indipendentemente dalle altre Comunioni.
Un grande santo come S. Carlo Borromeo portava sempre con sé nei suoi giri il confessore e si confessava ogni giorno. E non era un grande peccatore, ma ogni giorno voleva la carica di questo Sacramento.
D. Perché non autoconfessarsi?
Alla fine il Sacerdote vi fa recitare l'atto di dolore. Prima siete già pentiti ed avete già parlato con Dio, altrimenti la sua confessione non serve a niente.
Il Sacerdote non è uno stregone, è quello che al nostro cuore pentito ridona la grazia di Dio. Lo Spirito Santo è l'alito Santo. Anche nel linguaggio normale si lega la forza ad avere fiato.
Quindi Dio ha un respiro inimmaginabile, e questo Gesù lo comunica ai Dodici, nel senso: "Ricevete la potenza santa di Dio. A coloro a cui rimetterete i peccati, saranno rimessi".
Quindi bisogna per forza passare attraverso al Sacramento.
Gesù poteva dire di fare qualcos'altro. Ed invece è così.
D. Ed un peccato fatto senza sapere che è peccato?
Intanto è uno sbaglio, crea dei danni, e quindi è nostro dovere approfondire la catechesi cristiana ed usare il nostro intelletto.
Però se in un modo o nell'altro senza colpa si fa qualcosa, Dio non ce ne fa una colpa. Abbiamo non offeso Dio ma fatto il danno. Quindi quando non si ha la piena avvertenza non c'è peccato. C'è il danno.
A meno che l'incoscienza non sia incoscienza colpevole: chi non va al catechismo, non ascolta le omelie, non legge il Vangelo è ignorante colpevole.
La peggior razza sono gli ignoranti che non vogliono studiare. In tutte le cose, anche nei peccati. Se poi pensate di aver commesso peccato, chiedete al confessore.
D. La Confessione serve per il danno o per l'offesa?
Certamente l'aspetto specifico della Confessione è l'offesa. Ma non è possibile rimettere i peccati se non c'è l'intenzione di riparare al danno. Non assolvo un ladro se non si impegna a restituire.
Dovete impegnarvi a riparare concretamente ed in termini specifici. Laddove non potete, supplisce la misericordia di Dio.
Ad esempio un ragazzo che spinella o si droga. Si rende conto che sta danneggiando il progetto di Dio in maniera grave perché si distrugge, distrugge la sua volontà perché la droga è male.
Se vuole pentirsi deve dare la garanzia di ricostruire. E ci vuole un impegno concreto, che sarà l'entrare in comunità oppure essere più rigoroso o ché.
Non posso dargli l'assoluzione se non si impegna ad affrontare le cure che gli servono.
Uno che si accusa di alcoolismo, se non mi garantisce che la sera smetterà di andare in osteria, non lo assolvo. E un'assoluzione rubata, non serve.
Se poi vi intendete con un confessore, parlategli, ditegli di esigere da voi qualcosa. Ed il confessore dirà: oggi mi sembri pentito, però per l'assoluzione torna tra un mese ed in questo mese per rinforzare la volontà fa questa o quella cosa, e tra un mese concludiamo questo cammino di palestra di volontà. Tanto il Signore lo sa che sei pentito. E qui non è assoluzione negata, ma procrastinata mentre rinforziamo la volontà.
D. È difficile pregare, ci si distrae.
Non è Dio che ha bisogno della nostra preghiera. Siamo noi che abbiamo bisogno di pregare perché abbiamo bisogno di esprimerci. Perché esprimendoci realizziamo quello che proviamo.
Anche quando c'è una morosa e ci dice: ti voglio bene, è il bisogno di esprimere un concetto il dirlo.
La preghiera è buttare in forma il progetto di Dio. Non deve essere un rompicapo.
Quando due ragazzi si dicono che si vogliono bene non stanno svolgendo un'operazione matematica, è un concetto nuovo. Anche tra due innamorati stando insieme ci si distrae. Se si sta davanti a Dio con atteggiamento nuovo, ci si può distrarre anche con lui.
Come il saltimbanco che si era fatto frate e faceva giostrare i suoi oggetti davanti all'altare: "Lui sta lì, io qui, Lui si diverte".
Oppure S. Tommaso che trova il fraticello: "Lui è lì, io qua, io guardo Lui, Lui guarda me".
La preghiera è soprattutto un fatto umano, un fatto del cuore, il problema della distrazione non c'entra.
D. Come far capire a chi non crede che la via della remissione dei peccati è quella?
La Confessione non è l'unica via. Certamente è una buona via maestra. Se volete fare l'apostolato della Confessione, è come invitare a cena qualcuno e fargli assaggiare un piatto nuovo. Un boccone alla volta.

Ora siamo qui in tanti, 150-160. La via normale tra voi sarà quella del matrimonio. Però c'è anche la via della vocazione.
Se qualcuno fosse preso da un sospetto del genere, avere un confessore è indispensabile.
Al matrimonio si può arrivare senza confessione. Alla vita consacrata senza un confessore che ci segue non si può andare.

Concludendo. Secondo voi Hitler le ha fatte grosse? Era un gentleman che le faceva buone per gli ebrei?
E se dite che se una cosa va bene se decisa democraticamente, pensate che Hitler è arrivato dove è arrivato avendo ben fatto capire bene cosa voleva, con un voto democratico.
Dunque per estensione matematica, i campi di sterminio, le sterilizzazioni, i campi di riproduzione erano cose come metodo perfettamente democratiche.
Il ché non vuol dire che la democrazia non vale. Perché è il meno peggio. Ma se anche tutti volessero decidere che 2+2=5, resta sbagliato lo stesso.
Ciao.
Sabato 15/04/1995 12:00
Sopra Soviore
Capitolo di unità
- Ci vorrebbe più regolarità nella preghiera. Momenti fissi nella giornata.
- Confessarsi è la barca per arrivare a Dio.
- Se uno crede nel Signore, crede e basta, può anche eliminare certi aspetti pratici, come la Messa. Se uno ha fede, ha fede e basta. Andare a Messa è superficiale.
- Questo non serve a dimostrare al prete qualcosa, serve per te.
- Ma leggi il Vangelo, la Bibbia?
- No.
- Ma se non senti la Parola, dove Lo senti? Essere cristiani impone un certo modo di vita.
- Io posso credere ma non pratico.
- Non è sbagliato non andare a Messa, è sbagliato andare per dimostrare di essere credente.
- Ma tanti lo fanno per questo motivo.
- Meglio non andare che andare per farsi vedere.
- Bisogno di andare a Messa.
- È un gradino più sopra dell'abitudine.
- Tutte le religioni sono strade che portano allo stesso punto.
Sabato 15/04/1995 14:38
Santuario di Soviore
Capitolone
- Prima di ieri mi ero confessato a Natale. Proverò a leggere il Vangelo.
- La forza di volontà che ha spinto i miei ragazzi a venire, ha portato qui anche me. Se tengo veramente al Signore devo tenere fede ai miei impegni e oltrepassare il passato.
- Questa Route mi ha avvicinato a Dio. Avevo fatto altre Route sulla Confessione, ma nessuna così.
- Dopo l'anno scorso sono venuto qui cercando molto: la luce degli occhi e la luce negli occhi.
All'inizio ho cominciato piano piano e dopo il deserto ho riflettuto molto. Ho sentito che il Signore aveva accolto le mie sensazioni.
- Mi ha colpito il fatto detto da Don Sandro che il Signore fa la croce e fa anche le spalle per portare le croci.
- La strada faticosa ma stupenda. Don Sandro chiaro, deciso, incisivo. A Soviore vivo e soffro come ogni giorno il mio cammino spirituale. La mia confessione è un atto di amore verso di Lui.
- A volte basta una frase di una lunga omelia per dare molto.
- A Soviore nasce sempre qualcosa di nuovo.
- Non volevo venire, ma può darsi che tornerò.
- È il secondo anno che vengo a Soviore, ed ho imparato tante cose. Torno a Roma con messaggi pieni di cose nuove, leggere, più maturo e più in gamba.
- Piango nello stomaco l'anno scorso e quest'anno il Venerdì, quando la croce è stata esposta. Se vogliamo paragonare Soviore ad un alimento, è stato uno zucchero: tanta energia che poi se ne va.
- Gli aspetti rosa della nostra vita non vengono mai scoperti abbastanza.
- Mi aspettavo più spiritualità rispetto alla Route di Clan. Non ho provato grandi sensazioni, però Soviore è una cosa da fare.
- Signore, mi hai smontato.
- Quest'anno ero in Compagnia di San Giorgio, ed ho scoperto in modo molto forte e violento ieri, in Hike, durante il ritorno in ginocchio, ho scoperto la forza e la potenza che può avere la preghiera. Era una cosa di cui forse non mi ero mai reso conto. È una cosa molto forte e molto bella. L'ho apprezzata moltissimo perché quasi sempre ho pregato da solo ed ho trovato grande forza nel condividere la preghiera e nel condividere le grandi prove con le persone vicine, che magari non conosco ma sentivo vicinissime a me. Una Route di Soviore può sembrare una cosa che si esaurisce brevemente. Ne ho fatte molte, e l'entusiasmo tende a scemare, ma ricordo qualcosa di grande per ogni Route fatta (e ne ho fatte sette).
- Forse non era lo spirito giusto, ma tornerò.
- Ho ricevuto gioia e felicità. Spero di tornare a Genova a trasmettere questa gioia e felicità non solo a parole, ma con un comportamento coerente con questi giorni.
- Sono emozionatissimo. Secondo me Soviore ha messo dentro di me delle piccole cose, e delle piccole cose fanno una grande fede.
- Ognuno di noi ha avuto un arricchimento. Ma per quelli che non hanno avuto questa occasione, penso che sia nostro dovere passare le nostre esperienze a qualcuno che non ha aperto gli occhi.
- Tra le tante cose che mi hanno colpito: spesso ci capita di vedere i problemi con la mentalità degli uomini, e non li affrontiamo bene. Sarebbe meglio affidarsi di più a Dio e confidare in Lui. Spero che nel ritorno a casa possa davvero lasciarci qualcosa. - Grazie al Clan Polentina. Rispetto all'anno scorso c'è una continuità fantastica. C'è lo zampino di Dio. L'anno scorso c'era come tema la vocazione. Io la vocazione forse l'avevo, ma non sapevo cosa pensare. Ora Don Sandro ha detto di cercare una guida, ed io a casa la cercherò per portare avanti la vocazione.
- Ieri ho capito che la mia vita è fatta di niente.
- Ero partito prevenuto, purtroppo il mio Clan mi ha convinto a venire, mi trovo in bilico, in un grosso dilemma. Soviore ha fallito per me, perché non sono riuscito a trovare niente di positivo. L'unica cosa in un capitolo col nostro Clan di formazione.
- Non ho mai avuto difficoltà come quest'anno a venire su a parlare. Vengo dopo.
- Prima di essere Scout, faccio parte di una comunità. Il mio rapporto col Signore non è stato così brillante ed entusiasmante come il vostro, forse perché di queste esperienze ne ho fatte abbastanza, ed essere in un ambiente diverso non mi ha entusiasmato. - Ero un po' critica all'inizio. Invece ieri sera nel deserto, parlando al Signore mi ha fatto capire che il fatto che Lui fosse qui, mi abbracciava nel suo piccolo, e se mi sento sola è perché sono io che non penso a Lui e non perché Lui non mi ama.
- Sono venuto incuriosito. Pensavo di tornare a casa con la speranza di qualche ideale venuto da Dio, ed invece mi sono accorto che c'era non la speranza ma la certezza: Dio che mi stava parlando e diceva: sono qui accanto a te.
- A volte vedo che non sono nulla: la nostra vita normale non ci mette in condizione di parlare con tutti, si trova a casa in una società che, a contatto con le altre persone, c'è e non c'è. Un grande impegno sarebbe tornare a casa, parlare, confessarci con gli altri e portare loro il messaggio della Confessione. A differenza dei Testimoni di Geova, non capita che i Cristiani fermino per strada.
- Sono tornato dopo anni con 2 atteggiamenti: ascolto e battaglia (avere più associazioni scout cattoliche). Asco1ta: sono venuto come un nastro vergine su cui incidere. Non avevo risposte, solo domande. La cosa più importante è che ho smesso di giocare a nascondino col Signore, ho smesso di crearmi tanti alibi, e questa è stata una batosta sonora: ho dovuto ammettere di avere vissuto male: non potevo servire due padroni, ma dovevo scegliere. E giorno per giorno bisogna conquistarsi un piccolo gradino in paradiso. A Soviore non si viene, da Soviore si parte, bisogna avere il coraggio di partire.
- Speriamo che a casa tutto resti così.
- Soviore è un punto di partenza. Per chi ha già fatto altre Route, è una tappa. Per chi ha costanza di venire, si propone un cammino. A Forlì ho avuto un prete, Don Paolo, che mi ha seguito. Cambiando lavoro ho avuto molto più tempo per dedicarmi alla direzione spirituale. Non avevo capito che avevo scoperto un metodo certo, matematico, sicuro per migliorare. Da Soviore parto e a casa andrò sicuramente a cercare un sacerdote a cui dare, tirare fuori tutto quello che ho. E chiedo ai miei quattro Rover qui: datemi una mano, perché da solo non ce la faccio. Se voi siete il Signore, state con me.
- Vivete la Confessione col cuore, non con la testa.
- Con piccoli miracoli si capiscono tante cose. Volevo offrirvi un sorriso.
- È bello sentire il Signore attraverso persone felici, succede, nella fatica, camminando con giovani che vogliono superare la fatica. Quando il Signore ci ha tolto il Vescovo, ho capito l'obbedienza. E con l'obbedienza ho capito che nella sofferenza dietro a tutto c'è il grande amore di Dio. Abbiam avuto la riprova che Dio è grande, e senza di Lui si è piccoli.
- Non sono d'accordo che donne si nasce e maschi si diventa. Questo campo non mi ha dato qualcosa di grande, ma tanti piccoli semi che spero, portati a casa diventino tante piante e queste piante spero diano dei frutti che io possa donare.
- Sono venuto da solo, ed a casa dovrò raccontare tutto agli altri del Clan, e sarà difficile farlo. Questo è un momento bello, perché si parla di fronte a molte persone dei propri sentimenti.
- Questa Route è un po' la verifica del cammino di spiritualità che sto facendo, e mi ha colpito molto: mi sono trovata debolissima, e tutto quello in cui credevo è crollato. Se prima avevo una grande nebbia ora ho una piccola luce.
- Sono venuta qui per ritrovare la mia strada. Sono entrata in questa chiesa con un passato sulle spalle ed ora esco con un passato alle spalle. Grazie.
Io studio filosofia a Pisa, ma lì è un covo di comunisti. Dio di Abramo e Isacco vuol dire Dio delle cose assurde, Dio delle cazzate. Dio ha detto ad Abramo di sacrificare l'unico figlio. Quindi Dio chiede cose assurde. Quando don Sandro parlava e la bambina gridava all'agnellino, io mi ricordo lei, non il discorso di Don Sandro.
- Secondo anno che sono a Soviore. È stata una sfida perché ho avuto un noviziato da seguire mentre ho preso la partenza ad agosto e sono Capo Cerchio. È stata una sfida che forse non sono riuscita a portare a termine, e non sono riuscita a dare quanto volevo. Per questo, scrivete, noviziato.
- Quest'anno ho vissuto Soviore da Capo, e penso di avere visto il Signore non nella strada ma mentre mi lavavo i denti, e vedevo il Clan di formazione Blu in processione con la croce. La forza di Soviore è proprio darci uno schiaffo forte. Riuscite voi a casa in tre giorni a trovare altrettanto il Signore? Cercate anche a casa di ragionare da uomini e da donne. A casa non c'è Don Sandro, ci sono tele, distrazioni, negozi, che portano disunione.
- Quest'anno volevo incontrare Dio. Il Modo più semplice: vado in chiesa, mi siedo ed aspetto un colpo. Ma non lo sento. Allora penso: perché non ti fai sentire? E penso: è troppo facile. Dio bisogna trovarlo nelle cose più piccole, e l'ho trovato ieri quando il Capo Clan ci ha voluto portare dove ci portava il vento. Ad un bivio abbiamo seguito la direzione opposta alle ragazze e siamo finiti in una Chiesina con una casa aperta in cui ci siamo riparati ed abbiamo fatto un fuoco. Dopo, alle tre, dopo un piccolo deserto, siamo saliti su una collinetta. Finito il deserto io pensavo: torneremo giù, ed invece il Capo Clan: andiamo dritti, e siamo finiti in una foresta, che ci ha portati ad una strada. Secondo me questi sono i piccoli segni che dobbiamo trovare. Ciao.
Giacomo
Sono il più vecchio Scout a parte Carlino e Don Sandro. Non capisco Soviore. Ero furioso all'idea di venire. Anche dopo essere stato folgorato sulla via di Soviore. Sarei falso se dicessi che è un'esperienza che non lascia un segno. Anche perché ho avuto il grosso regalo di avere a che fare con delle persone splendide. In un confronto così, inevitabilmente si torna a casa ricchi. Scout: state attenti a non farvi infinocchiare da Don Sandro: è il miglior imbonitore di piazza, che vende di paese in paese in prodotto che da duemila anni dura e dona salute: Gesù. Come è possibile dire vengo con migliaia di dubbi e dire di aver trovato Gesù qui? Don Sandro è solo un mezzo, Gesù lo avevate già, Don Sandro ha solo abbassato il grilletto. Poi, soviorizzatevi tutti i giorni, non aspettate il dito di Don Sandro. Avete fatto una scelta. Non penso che vi abbiano costretto col coltello alla gola a diventare Scout. C'è qualcosa che vi affascina, che vi attrae. Innamoratevi di Gesù. Ve lo dice uno che per vent'anni l'ha rifiutato. Ragionate con il cuore. Buttatevi, sporcatevi, rotolatevi giù. Per innamorarsi di Gesù bisogna conoscerlo, non perdete il tempo che ho perso io in tanti anni, visto che siete così avanti. Andate dove vi porta il cuore, non ci vuole la Tamaro per dirlo. Se veramente siete convinti, non fermatevi a metà. Innamoratevi di Gesù: è la cosa più bella che vi possa accadere.
- Cercate una lucetta che vi guidí in tanti anni di scautismo.
- Non sono venuta qui con la voglia di ritrovare Gesù. E invece l'ho ritrovato. Poi abbiamo fatto un'esperienza molto bella, i "piccoli miracoli" mi hanno contagiato.
- No, non ho trovato nulla. P.S. Sono troppo orgoglioso.
- Prendete la spada della sapienza e l'elmo dello spirito, cioè la Parola di Dio.
- Ho capito il vero senso della Pasqua.
- Tutto ciò che facciamo, di bene e di male, ha delle ripercussioni sugli altri.
- All'inizio è stata dura, ma poi ho portato a casa qualcosa. Sono riuscito a portare qualcosa anche io, grazie al Clan di formazione che mi ha fatto riscoprire lo spirito di Dio che era coperto da tanti sentieri. Per il resto la Route non mi dato nient'altro.
- Sono venuto per conoscere molte persone, ed è stato bello. Poi, è un po' che mio papà è ammalato, ha un cancro maligno, sono venuto qui per cercare preghiere. È dura. Pregate un po' per lui.
- Concludo con questo: da grande sarò Scout.
- Attraverso le varie discussioni ho capito con l'aiuto degli altri ragazzi come si debbano affrontare le difficoltà che incontriamo. Per coloro che non hanno ricevuto niente, consiglio di continuare a cercare.
- Ho capito ancora una volta come la morte e resurrezione di Cristo sono la cosa più importante di tutta la strada di Clan e di tutta la mia vita.
- Qualcuno prima parlava dell'effetto di Soviore come quello di una cucchiaiata di zucchero. Dobbiamo passare dall'effetto zuccheriera all'effetto mucca: come una mucca, ci rimpinziamo, poi dobbiamo rigurgitare il tutto e masticarlo con calma. Affinché Soviore non sia zucchero, dobbiamo prenderne un cucchiaio al giorno. Poesiola: L'albero scuote le foglie, secche cadono. Nude. Diventano humus. Una foglia nuova è già nata, al loro posto.
- Soviore è bastonare frate asino. Ed anche, a volte, frate spirito. Qualche bastonata l'ho già presa. Avevo letto: "Non capisco perché debba sembrare più strano credere all'esistenza di Dio che a quella di un elettrone". Nessuno scienziato ha mai visto un elettrone, solo i segni dei loro passaggio. Tutto sta a vedere questi segni. Se li troviamo, vuol dire che Dio esiste.
- Sono partito da Melegnano per cercare la Chiesa, la Chiesa come entità. Soviore mi ha dato qualcosa, ma non è piacevole: ha messo in crisi la mia concezione di Dio. Che era l'unica cosa certa che avevo. Gli chiedo allora di scendere dalle stelle e venirmi a cercare.
- Ma cosa serve confessare il peccato se ci ricadi, dicevamo. Un amico ha detto che noi siamo come dei cannonieri: cadiamo, combattiamo. A Dio piace la lotta.
- Non ho imparato a questo Soviore, ma sempre a Soviore, cinque anni fa: il peccato ci porta lontano. La confessione è un nodo che il Sacerdote fa al filo della nostra vita. Se riusciamo a fare della nostra vita un unico grande nodo che unisce noi e Dio, allora ho insegnato bene ai miei Lupetti.
- Una mia scolta è corsa intorno a noi con gli occhi pieni di gioia: "mi sono confessata!". Guardando il Crocefisso mi sono detta che il diluvio può aspettare.
- Sono Capo Clan da ottobre, e volevo portare il mio Clan qui a Soviore. Quattro anni fa ero qui come Maestro dei Novizi. Il viso del Crocefisso era sereno, nonostante tutto quello che aveva sofferto.
Don Sandro
Anche quest'anno siamo alla conclusione. Nei nostri capitoli avevo sentito di tutto, ma mai da qui una dichiarazione d'amore. Anche io, noto come maschilista misogino, devo fare una dichiarazione. Non solo per il Papa, che quest'anno parla di donne, donne, donne, ma soprattutto per obbedire al buon Dio che ci conduce ed ha condotto anche me.
Forse la scoperta l'ho fatta in finale. Stamattina nei discorsi quando ho sottolineato per voi e anche per me come siate le nostre mamme e le nostre educatrici, ho visto come ogni volta che un ragazzo parlava non ho potuto non osservare come lo osservavate voi, non con la malizia, quando arrivava il più fusto le noviziette lo mangiavano con gli occhi, ma ho osservato soprattutto quanto eravate solidali con i ragazzi che parlavano. Loro non sono stati così solidali con voi.
Sembra che voi voleste far partorire loro il pensiero. E di fronte a chi rivelava una sofferta condizione di ricerca e di espressione di se stesso, nel suo "diventar maschio", si notava attraverso il vostro viso che passava da iniziale incredulità ad attenzione, poi solidarietà interna, si notava questo volerli aiutare.
Nella vita volevo diventare prete, poi tutti gli altri programmi si sono fatti benedire. Appena prete mi hanno mandato a fare il prete di cortile in mezzo a dei ragazzi, ed io istintivamente voi ragazzi vi odio. Ho avuto così un'esperienza crocedelizia che ha cambiato la mia vita, e nel{la} quale ho incontrato il vostro Capo Campo. Era un campo militare di orfani di caduti dell'aviazione. Mi ha segnato nel bene, non so se anche nel male.
Vivere con giovani maschi mi ha stimolato ad una certa attenzione a cogliere nei ragazzi ogni simbolo, ogni riflesso nella mimica del viso, e mi trovo adesso a vedere questo di voi ragazze in rapporto a loro, e vedo che di voi ragazze a loro si rapporta tutto.
E quindi attraverso questo giro vizioso vi sto scoprendo tutte. E questa è una dichiarazione d'amore.
E poi qualcos'altro. Il più vecchio dei miei ragazzi qua, quello che mi ha dato dell'arteriosclerotico, è una deformazione tipica di chi è stato tanti anni a scuola. Ed ha espresso qualcosa di S. Agostino, che arriva all'Innominato nei Promessi sposi: dov'è Dio? "Dentro di voi che vi inquieta". E tanti Rovers che non si sono chiamati estranei od indifferenti, ma tutti inquieti.
Quando Dio scenderà dalle stelle per venirci a cercare, non lo farà con violenza, ma con insistenza. Ed in effetti è sceso, fisicamente, duemila anni fa. Non è colpa tua se non ti ha ancora trovato, continua a chiedergli che scenda ancora dal Cielo. Per carità, ma voi che l'avete visto, non lasciatevelo scappare, non sfuggiamogli ora che ci ha finalmente ritrovati, e per questo ragioniamo col cuore ed amiamo con la testa.
Birta, Capo Campo
Due parole per chiudere. Anche per me è stata un'esperienza nuova. Porto a casa quello di buono che avete scritto sul taccuino. Volevo ricordare alle persone con più dolore che il Signore è più vicino ai figli che hanno più bisogno. E ricordiamo che il simbolo della Branca R/S è una forcola, quindi scegliete una strada e non un compromesso di quelli che ci sono per strada. Lo spirito che ci conduce in questo anno è lo spirito che ci accompagna da tutta la vita.
Don Sandro, conclusione.
C'è sempre una battuta che sintetizza le nostre Route (l'anno prossimo è la ventesima Route). Ma non raccontatela a Monsignor Miglio, che mi scrive con gli avvocati. Il motto è quello che ci ha passato Tommaso: Dio è un Dio meraviglioso Scout perché "è il Dio di Abramo e di Isacco e di Giacobbe, cioè il nostro Dio è il Dio delle cazzate".
Sabato 15/04/1995
Santuario di Soviore
Fuoco dopo il Capitolone
Canto proposto dalla Compagnia di S. Giorgio (fotocopia)

MICKEY MOUSE MARCH
====================

TO-PO-LI-NO, TO-PO-LI-NO!

Chi fa sempre divertire i grandi ed i piccin
Tutti ormai già lo san, solo Topolin

Assomigli a tutti noi, sei furbo e birichin
E perciò noi gridiam viva Topolin!

Solo tu (solo tu) puoi capir (puoi capir)
i mille e mille sogni di un bambin
Oh, oh, oh!

Noi gridiamo in coro evviva evviva hurrah sì sì
Topolin, Topolin, viva Topolin!

TO-PO-LI-NO, TO-PO-LI-NO!

Su venite a far baldoria insieme a Topolin
Anche noi, come voi, canterem così

Come noi bambini tu sei tanto piccolin
Topolin, Topolin, viva Topolin!

Solo tu (solo tu) …
Sabato 15/04/1995 23:44
Santuario di Soviore
Predica alla messa Pasquale
Kristòs Anèsti! Cristo è risorto!
Alithòs Anèsti! È risorto davvero!
Sono anni che lo ripetono nella notte di Pasqua. Domani sentiremo il Papa fare questo augurio ai nostri fratelli d'origine greca.
Essi non si augurano come noi banalmente Buona Pasqua, si augurano con noi l'annuncio bello, quello degli angeli alle donne. Gesù è risorto perché la sua resurrezione diventi la nostra. È per questo che si fa mangiare, per essere assimilato. È dentro di voi un regno di resurrezione, una bomba di resurrezione che nel botto finale ha da scoppiare il giorno dei morti, ma che può esplodere ogni giorno nel momento in cui lasciate oltrepassare il vostro passato. Ed esplode, in questa chiesa, in questo mondo. Non esplode solo nelle vostre Eucarestie, esplode anche nelle vostre Confessioni, alle quali tanto a lungo abbiamo pensato in questi giorni.
I nostri fratelli d'oriente anche in tempo di persecuzione andavano dalle case alla Cattedrale con un vassoio di uova, uova semplici di animali di cortile. E con questo vassoio e le uova, facevano la strada più lunga possibile, ed annunciavano dove era possibile nella loro lingua: "Kristòs Anèsti!", Cristo è risorto!, e l'amico che riceveva l'uovo rispondeva: "Alithòs Anèsti!", è risorto davvero!
Il Campo nel complesso manda questo augurio a tutti i vostri Vescovi. Quegli stessi che ricorderanno il Vescovo al termine della Messa, verranno a ricevere l'uovo, e si impegnano a recapitarlo al loro Vescovo come augurio di questa nostra Pasqua di Chiesa di questi giorni.
Per Lugano, dove sarebbe stato tanto bello mandarlo al Vescovo (morto da poco), lo manderemo ad un suo collaboratore, monsignor Cortella. Un uovo tutto particolare voglio metterlo in mano a Nicola, lo porti al tuo papà. C'è il segno della croce che porta a lui il sacrificio supremo. Portagli un annuncio e scegli tu nel tuo cuore le parole giuste. Un annuncio di speranza già qui in questo tempo, in questa sofferenza.
L'uovo perché?
Perché apparentemente è morto, ma che bomba: è destinato ad esplodere e ne esce una vita. Nicola, dì al tuo papà come solo un figlio sa dire, che la vita sta già esplodendo.
In Chiesa il dono grande di questa vigilia pasquale è l'Eucarestia che voi starete a ricevere, ma di questa Eucarestia quell'uovo sia un segno.
Da quell'uovo dei nostri fratelli d'oriente è nato l'uso consumistico dell'uovo di Pasqua, dal quale può uscire sì una sorpresa, ma non una vita nuova.
Dall'uovo di Pasqua vero, che è il Sepolcro di Cristo, che siamo noi, esce Cristo che è una vita nuova, usciamo noi, anche se ora non sembra, ed usciremo alla fine davvero, con una vita nuova. E non sarà l'uovo di Soviore, che le nostre monache Benedettine con tanta cortesia anche quest'anno ci hanno fatto. Provate a tenerlo sul vostro letto, con l'ulivo della settimana scorsa e le candeline del 2 febbraio. E guardateli alla sera questi segni, che possiate sognare questa speranza, e al mattino, che possiate viverla.
E ce ne sono in più, per i vostri cari: vorremmo che questo annuncio di pazzia arrivasse a tutti.
Stasera ci saluteremo e poi ci divideremo un po' di cibo. Provate a non dirvi: Buona Pasqua! e nemmeno: Auguri!, ma Kristòs Anèsti! ed Alithòs Anèsti!, per annunciare la notizia più bella di tutte, che il passato è oltrepassato.
Non posso non ricordare anche quest'anno che il nostro amico Luigi Gatti di Rivanazzano (Voghera) era presente al primo Soviore, e tornando a casa disse: "Mamma, Cristo è risorto!". Questa mamma disse che fu il dono più bello con cui Luigi potesse tornare a casa.
Perché siamo Scout? Perché siamo uova vive, che contengono la vita. Perché abbiamo fatto la Promessa Scout? Perché sono promesse di resurrezione, perché sono il seguito di promesse fatte da altri per noi, piccoli, cioè quelle battesimali. E dopo la benedizione dell'acqua rinnoviamo la promessa battesimale e la Promessa Scout.
Fratelli miei, sorelline di fronte alle quali stasera mi sono arreso, Cristo è risorto! Kristòs Anèsti! È risorto davvero! Alithòs Anèsti!


Scarica file (PDF zippato)